Rassegna Stampa sul Datagate

29.10.2013 09:49

Questa piccola rassegna stampa ha lo scopo di analizzare il grado di sudditanza dei leaders europei verso le organizzazioni della NATO/USA/NSA/GOOGLE.

Cominciamo con le reazioni del COPASIR (servizio di intelligence italiano che probabilmente è di proprietà della NATO):

 L'intelligence di Roma spiega di "non avere evidenze" delle 46 milioni di telefonate spiate in Italia dalla Nsa americana, di cui ha parlato il sito Cryptome. Invita poi a prendere con le pinze le indiscrezioni del sito e a distinguere tra spionaggio e monitoraggio.
http://www.huffingtonpost.it

 

 

 

 

Le ultime reazioni del parlamento UE sono quelle più genuine (forse le reazioni sono un pò troppo di pancia), a dispetto di quanto ci vogliano fare credere le multinazionali:

Il Parlamento Ue: "Sospendere l'accordo antiterrorismo con gli Usa". Il Parlamento Ue, approvando una risoluzione non vincolante, chiede alla Unione europea di sospendere l'accordo con gli Usa per il programma anti-terrorismo di tracciamento delle finanze in risposta alle presunte intercettazioni che gli Usa avrebbero fatto ai danni dei cittadini europei attraverso la banca dati Swift.
La risoluzione proposta da Verdi e S&D, è passata a larga maggioranza, e sebbene non vincolante minaccia di "ritirare il sostegno" all'accordo, il che costringerebbe la Ue ad agire.
http://www.huffingtonpost.it/

 

 

 

 

 

 

 

Come vedete, oggi sembra che tutti sguazzano nell'antiamericanismo. Le eccezioni sono tutte italiane. Guardate la sudditanza di Letta:

 

Kerry a Letta: "Tutelare sicurezza e privacy". Il nostro obiettivo è di trovare il giusto equilibrio tra la protezione della sicurezza e la privacy dei nostri cittadini". È quanto il segretario di Stato Usa John Kerry - riferiscono fonti dell'ambasciata Usa - ha detto "con grande chiarezza" al premier Enrico Letta quando oggi hanno "brevemente" affrontato la questione del Datagate a Palazzo Chigi.
Le stesse fonti hanno aggiunto che questo lavoro di ricerca di equilibrio "proseguirà come proseguiranno le nostre strette consultazioni con i nostri amici, inclusa l'Italia".
 
http://www.corriere.it

 

 

 

 

 

 

 

L'atteggiamento supino di Letta risalta se lo confrontate con la presa di posizione di un articolista dell'Huffingtonpost (rivista dell'area Aspen e Bildenberg), che inquadra perfettamente la situazione di pericolo attuale (leggete almeno la parte in grassetto se avete fretta):

 Eric Schmidt, a lungo amministratore delegato di Google, da un paio d'anni si muove con l'autorevolezza di chi ha un ruolo paragonabile solo a quello del titolare del Dipartimento di Stato, il ministero degli esteri di Washington. Parla da pari a pari con Hollande e Cameron, va in Cina a trattare con il pieno mandato di Obama. Tanto potere deriva, secondo me, dall'incommensurabile contributo che i dati raccolti da Google - e dagli altri operatori - forniscono all'amministrazione Usa.
 [...]
 Se quegli stessi dati fossero incrociati per ricostruire il puzzle di interessi, relazioni, aspirazioni di miliardi di cittadini con l'obiettivo di poterli incanalare e gestire, che cosa diventeranno i corpi sociali e le democrazie di domani?
http://www.huffingtonpost.it

 

 

 

 

 

 

 

 

L'atteggiamento supino di Letta risalta in modo clamoroso se lo contrapponete al pugno duro (un pò recitato) della Merkel:

Datagate, Berlino convoca l’ambasciatore Usa. E a Bruxelles Merkel e Hollande coordinano la reazione.

L'atteggiamento supino di Letta è ancora più risaltato se lo confrontiamo alla reazione del Consiglio Europeo:

Schulz, presidente dell'Europarlamento: «Usa diano subito spiegazioni, rischia di incrinarsi rapporto con Washington»

 

Anche il Think Tank europeista PressEurope sta cavalcando quel tanto che basta l'antiamericanismo:

Se una coscienza eterogenea nei confronti di queste pratiche fino a questo momento si manifestava sotto diverse forme per opera di cittadini e associazioni, senza incontrare riscontro alcuno all’altezza della posta in gioco, oggi le informazioni rivelate da Edward Snowden e rilanciate da Glenn Greenwald si potrebbero considerare decisive ai fini di una svolta storica: quella del risveglio della coscienza globale, decisa a confrontarsi attivamente con l’imperiosa necessità di inquadrare le pratiche di raccolta, di conservazione e di utilizzo delle informazioni personali.
 [...]
 E, infine, spetta all’Europa impegnarsi nell’adozione di politiche pubbliche destinate a sostenere una “innovazione etica” che favorisca l’elaborazione di nuovi modelli industriali che non puntino a monetizzare all’infinito la memorizzazione dei nostri comportamenti.
http://www.presseurop.eu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Naturalmente per quanto PressEurope enfatizzi il ruolo del Parlamento Europeo, il Parlamento Europeo continua a non contare niente. Guardate cosa si permette di fare il capo dell'NSA in presenza della delegazione parlamentare europea:

 

A Washington comunque è arrivata una delegazione formata da nove componenti del Parlamento europeo, giunta negli Stati Uniti per chiedere spiegazioni alle autorità Usa circa i presunti abusi della loro intelligence. Una missione in programma da tempo, ma che in queste ore ha assunto un particolare significato politico. Tuttavia, il capo della Nsa, Keith Alexander si è rifiutato di incontrarli.
http://www.repubblica.it/

 

 

 

 

 

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